Che cos’è il diversity management?
Il diversity management mira a creare condizioni in cui tutte le persone siano rispettate. Deve garantire che nessuno venga svantaggiato a causa di norme non dette, per esempio l’eteronormatività. Si tratta di dare forma al linguaggio, ai benefit, alla cultura di squadra e allo stile di guida in modo che non si producano esclusioni inconsapevoli.
Il diversity management si occupa di promuovere la diversità sociale, culturale ed etnica dei collaboratori ed è un elemento importante di una cultura aziendale moderna. Anche origine, genere, età, disabilità fisica, orientamento sessuale e appartenenza religiosa definiscono la diversità delle persone che lavorano in azienda. Il diversity management affronta apertamente le differenze individuali e le mette in risalto in modo positivo e rispettoso. I processi di candidatura dovrebbero fondarsi su apertura e non discriminazione e valutare le persone unicamente in base a competenze, capacità e talenti. Se un tempo il diversity management in azienda serviva soprattutto a impedire discriminazioni legate alle caratteristiche elencate e a integrare meglio i cosiddetti gruppi svantaggiati, oggi al centro sta soprattutto la costruzione di un organico eterogeneo. Le aziende traggono infatti vantaggio dai diversi background dei loro professionisti. Un diversity management efficace offre quindi grandi opportunità di mettere la diversità delle persone al servizio del successo aziendale.
Quando è nato il diversity management?
Negli Stati Uniti il diversity management è nato originariamente negli anni Sessanta come movimento socio-politico per i diritti delle donne. Dall’inizio degli anni Duemila anche le aziende tedesche, austriache e svizzere lavorano con maggiore impegno per una maggiore diversità sul posto di lavoro. Da noi, però, il diversity management è ancora ai primi passi. Per questo è importante che pari opportunità e apertura continuino a essere promosse e diventino caratteristiche centrali del processo di selezione.
I vantaggi del diversity management
Diversity management per più varietà
Un diversity management efficace ha bisogno di persone che diano forma attivamente alla diversità e che reclutino di conseguenza. È esattamente il compito dei diversity manager: portano competenza in materia di parità e inclusione e fanno in modo che la diversità in azienda non sia solo visibile, ma anche efficace. Ne fa parte l’analisi di quanto l’azienda sia realmente varia, per esempio quanto a origine, genere, età, religione o disabilità. Anche domande come «la nostra azienda è priva di barriere?» o «quali pregiudizi inconsapevoli influenzano i nostri processi di selezione, e come li affrontiamo?» sono aspetti centrali. L’obiettivo è offrire a tutti i collaboratori le stesse possibilità di sviluppo, indipendentemente dalle caratteristiche individuali.
La diversità aumenta la capacità di innovare
Numerosi studi lo mostrano: le aziende che promuovono la diversità sono più innovative, più creative e più efficaci sul piano economico. I team con background diversi sviluppano più prospettive, prendono decisioni migliori e risolvono problemi complessi in modo più efficiente. Secondo uno studio McKinsey del 2020, le aziende con un’elevata diversità ai vertici hanno fino al 36 per cento di probabilità in più di essere più redditizie della media. Cresce anche la soddisfazione dei collaboratori, perché chi si sente visto, rispettato e coinvolto è più motivato. Allo stesso tempo il diversity management permette di capire meglio gruppi di clienti diversi, un vantaggio decisivo in mercati sempre più eterogenei.
La diversità sul posto di lavoro
Il fatto che un’azienda punti sulla diversità e si impegni con chiarezza per le pari opportunità e contro la discriminazione non ha solo effetti positivi sul successo economico. I giovani talenti danno molto peso a caratteristiche di questo tipo, e le aziende etnicamente varie e inclusive hanno quindi possibilità nettamente migliori di attirare professionisti di alto livello. Per il recruiting questo significa soprattutto impegnarsi attivamente per la diversità, definire criteri di selezione oggettivi e adattare le formulazioni degli annunci di lavoro. Il software di e-recruiting di Refline è un supporto affidabile in questo e libera risorse preziose per lo scambio personale con i candidati. Anche la comunicazione giusta è indispensabile: soprattutto chi guida, i team lead e la direzione devono capire perché la diversità è così importante e quale ruolo vi svolge concretamente il diversity management. Solo così una cultura aziendale aperta e diversa è realizzabile in modo duraturo.
La diversità non è una moda, ma parte della responsabilità imprenditoriale
Il diversity management non andrebbe perseguito perché è al centro dell’attenzione mediatica o politica o perché è di moda, ma perché è una componente centrale di una cultura aziendale moderna. Non si tratta di politica simbolica o di gestione della reputazione a breve termine, bensì della scelta consapevole di considerare la diversità un’opportunità: per l’innovazione, per decisioni migliori, per prospettive più ampie e per una cultura aziendale in cui le persone possano portare e sviluppare i propri background differenti. Chi prende sul serio la diversità investe direttamente nella capacità della propria azienda di reggere il futuro.