Per molte aziende, la lettera di motivazione è ancora considerata una parte importante della candidatura. Tuttavia, una lettera di motivazione richiede spesso molto impegno da parte dei candidati. Deve infatti essere personalizzata, esprimere in modo convincente la motivazione e mettere in risalto al meglio l’idoneità personale. I recruiter leggono spesso gli stessi cliché e frasi fatte. Inoltre, soprattutto i giovani talenti vedono sempre più la lettera di motivazione come un ostacolo inutile e, in caso di richiesta obbligatoria, potrebbero decidere di non candidarsi affatto. Questi potenziali candidati preferiscono le aziende che, ad esempio, richiedono solo un CV. Sorge quindi spontanea la domanda: la lettera di motivazione non è oggi soltanto una richiesta scoraggiante senza valore aggiunto?
La lettera di motivazione è davvero utile nel processo di selezione?
A seconda del settore e della posizione, esistono valide ragioni a favore della lettera di motivazione. Permette ai recruiter di valutare le capacità di comunicazione scritta – un aspetto fondamentale in ambiti come PR, marketing o servizio clienti.
Tuttavia, vale la pena riflettere: La lettera di motivazione fornisce davvero informazioni su competenze essenziali o sull’affinità culturale? È determinante per il successo o l’insuccesso della candidatura? Aggiunge davvero qualcosa in più rispetto al CV? Una simile richiesta promuove o ostacola la diversità all’interno dell’azienda?
In un contesto di "war for talents", mantenere barriere che scoraggiano i potenziali collaboratori appare poco sensato. Le aziende dovrebbero piuttosto riconoscere che oggi sono i candidati a scegliere il datore di lavoro – e non il contrario.
Sondaggio – Lettera di motivazione: sì o no?
Nell’autunno 2023 abbiamo condotto un sondaggio di due settimane per sapere cosa ne pensavate: la lettera di motivazione è ancora necessaria? Ora i risultati sono disponibili e desideriamo condividerli con voi. Il sondaggio ha registrato una grande partecipazione con 563 risposte – ecco i risultati:
- Il 49% dei partecipanti ritiene che la lettera di motivazione sia ancora una parte importante del processo di candidatura.
- Il 51% ritiene invece che non sia più necessaria.
Questo equilibrio evidenzia quanto il tema sia attuale e discusso nel mondo del recruiting – e quanto possa influenzare le decisioni aziendali.
Più candidature senza lettera di motivazione
La logica conseguenza di questa evoluzione: chi rinuncia alla richiesta della lettera di motivazione aumenta le probabilità di ricevere più candidature. Spesso è sufficiente un CV ben strutturato – anch’esso fornisce informazioni su esperienze lavorative, competenze e qualifiche. Ma in modo più diretto e leggibile. Sei tu a dimostrare nel colloquio se sei in linea con l’azienda e quali valori rappresenti. E se alleghi volontariamente una lettera di motivazione, questo può anche giocare a tuo favore – per esempio per esprimere motivazione o distinguerti dagli altri candidati.
Con il nostro software di e-recruiting risparmi fino al 70% del lavoro amministrativo. Inoltre, lasci un’ottima impressione ai candidati – con inviti automatici ai colloqui, rifiuti personalizzati e aggiornamenti di stato trasparenti. Altre funzionalità come un talent pool integrato o la facile creazione di annunci di lavoro garantiscono ancora più successo nel recruiting. Prova subito la demo live oppure contattaci per una consulenza non vincolante. Saremo lieti di aiutarti!